Una voce dal nulla

Da un po’ di anni a questa parte, nella telefonia, si è affermata la ‘moda’ dei numeri verdi o dei messaggi registrati alla risposta. Un numero sempre maggiore di aziende, privati o enti pubblici ricorrono all’ausilio di questi strumenti per far fronte alle telefonate dei loro clienti, di utenti o di semplici cittadini.

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In principio ogni ufficio, di qualsiasi ente, per quanto grande fosse, aveva il proprio numero di telefono che era pubblico e chiunque poteva scegliere di chiamare l’ufficio di cui aveva bisogno e si sentiva rispondere da una voce umana posseduta da una persona fisica che ascoltava la richiesta, dava informazioni o al massimo comunicava all’interlocutore che doveva rivolgersi ad un altro ufficio dandogli il numero diretto per poter parlare con la persona giusta.

Poi venne introdotta la figura del centralinista, un filtro umano che prendeva tutte le telefonate e le trasmetteva agli uffici interessati. Parlare con una persona competente iniziò a diventare più difficile perché il centralinista si limitava a passare la telefonata alla stanza e se nessuno rispondeva se ne lavava le mani… ‘più che provare a passarglielo in stanza…non posso fare’ e magari l’ufficio della persona cercata è alle tue spalle e lo stai vedendo mentre gioca al solitario al computer.

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Infine venne il disco, una ‘voce dal nulla’ che ti fa attendere ore prima di ottenere un’informazione che di solito risulta inutile. Un niente di fatto frustrante che irrita l’utente e ha il solo scopo di far sì che l’Ente o la persona cercate risultino irreperibili e quindi non possano ‘rispondere’ (appunto) di disservizi, errori, o tariffazioni sbagliate.

Credo che questi messaggi registrati siano di fatto un segno lampante della decadenza dei nostri tempi, un simbolo dell’arroganza di chiunque detenga il potere che fa di tutto per sfuggire alle proprie responsabilità considerando i propri clienti o utenti alla stregua di salvadenai da svuotare a proprio piacimento: fino a che il cittadino si limita a pagare senza discutere, tutto scorre, ma non appena tenta anche solo di avere una qualche informazione, viene posto di fronte a questi messaggi registrati che si rivelano spesso montagne troppo alte da scalare per chi non sia munito di molto tempo da perdere, di volontà ferrea e pazienza abbondante.

Chiudo facendo un appello che invito a condividere:

RIDATECI LE PERSONE!!! ABOLIAMO I MESSAGGI REGISTRATI!!!

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La Cappella Sistina di Cascina

Da oggi, periodicamente, ospiterò articoli di amici che hanno qualcosa di interessante da dire nei loro campi di interesse. Ho quindi l’onore di presentare il primo articolo di Roberto Cei che scriverà di arte, soprattutto quella legata al nostro territorio. Il post di oggi parla di un edificio davanti al quale passo praticamente tutti i giorni senza mai essermi chiesto cosa esso sia o cosa contenga ….. buona lettura!

Sul corso di Cascina, in un edificio costruito in semplice laterizio, si conserva un capolavoro dell’arte medievale, quello che può essere definito “la Cappella Sistina di Cascina”

L’Oratorio di San Giovanni Battista di fatto contiene uno straordinario ciclo pittorico eseguito nel 1398 dal pittore senese Martino di Bartolomeo.

Le scene dipinte ad affresco, cioè sulle pareti ancora umide, narrano storie dell’Antico e del Nuovo Testamento. Iniziano con la Cosmonografia, in alto a destra, e si concludono sulla parete di fondo con alcune scene della vita del Cristo, la grande Crocifissione e ciò che rimane delle storie del Battista, a cui l’oratorio è appunto intitolato.

Il registro primo sulle pareti propone invece una sequela di vari Santi, l’Annunciazione e lo stesso committente dei lavori, che lo troviamo inginocchiato ai piedi del Battista nella seconda campata a destra.

Questo sistema compositivo pittorico ha lo scopo preciso di essere una Bibbia srotolata sui muri, una Bibbia detta Pauperum, dei poveri, dove le raffigurazioni aiutano in maniera inequivocabile la comprensione delle Sacre Scritture.

Visitando un edificio del genere è bene quindi considerare le pareti dipinte non solo come manifestazione dalla maestria e del genio di un pittore medievale ma piuttosto come un mezzo di comunicazione, un sistema didattico, un sistema di evangelizzazione.

Le storie, le scene, le singole figure non hanno la sola funzione di abbellire e dar lustro ad una chiesa, sono lì perché fanno parte della chiesa stessa, sono la chiesa.

Non è un caso infatti che le storie dell’Antico Testamento siano state realizzate con una tecnica monocromatica mentre le scene del Nuovo Testamento siano “a colori”. Il colore della parete di fondo, che funge anche da grande dossale, sta anche a indicare la centralità della figura del Redentore che, attraverso il suo sacrificio (la grande crocifissione) deve passare la vita di ogni credente; e non è ancora un caso che anche i Santi e martiri dell’ultimo registro siano stati affreschi con la stessa tecnica policroma.

La prossima volta che farete due passi sul corso e l’Oratorio sarà aperto: entrateci, ne vale veramente la pena!

link utili:

http://www.comune.cascina.pi.it/oratoriosangiovanni/Home.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Martino_di_Bartolomeo

Autore: Roberto Cei

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La mattanza del giovedi

Vorrei porre l’attenzione su quello che nel comune di Cascina, dove risiedo, è il rito fisso di ogni giovedi mattina. Come il musulmano alla Mecca o il pellegrino a Lourdes, il cascinese d.o.c., ogni giovedi, si reca dalla periferia al capoluogo per fare la spesa al mercato.

Corso Matteotti, che nel resto della settimana, assomiglia più ad una desolata strada da film Western dove si sfidavano a duello i fuorilegge, che al corso principale di una cittadina dei nostri giorni, si anima di colpo e inizia fin dalle prime ore dell’alba a riempirsi di banchi e banchetti che saranno la meta di signore di mezza età alla ricerca di frutta e verdura fresche o di spavaldi giovincelli che ‘marinano’ la scuola e vanno a provare le ultime tendenze in fatto di moda.

Il centro prende improvvisamente vita riempendosi di centinaia, forse di migliaia di persone, le quali arrivano per la maggior parte con mezzi a motore che devono lasciare in sosta prima di poter fare i loro acquisti. La logistica del centro di Cascina non è del tutto adatta a questa improvvisa impennata di presenze, mancando il territorio di mezzi pubblici, viabilità o spazi a parcheggio sufficienti ad accogliere tutte queste persone. Ecco che si può assistere a scene degne dell’assalto ai forni del Manzoni: schiere di auto che girano per ore in cerca di un posteggio, immancabilmente aiutate da parcheggiatori abusivi che cercano di barattare la vendita di qualche cianfrusaglia con una buona indicazione di dove trovare l’agognato parcheggio. Figli che accompagnano la madre al mercato e restano in auto in seconda o terza fila pronti a spostarsi qualora intralciassero troppo il traffico o nel caso faccia la comparsa la divisa di un Vigile Urbano con il taccuino in mano. Auto lasciate in sosta in ogni dove, genitori con i figli al guinzaglio che si mischiano alla folla per portare i loro bambini a scuola.

Tutto questo caos è condito dall’azione dei vigili urbani i quali, più che provare a regolare questo grande afflusso di auto e persone, sembra che stiano aspettando soltanto la ghiotta occasione per fare cassa gettandosi sulle auto in sosta vietata come avvoltoi sulle carcasse.

Personalmente non capisco cosa spinga le persone a continuare a partecipare a quella che dovrebbe essere una sorta di festa gioiosa e sembra essersi trasformata in una vera e propria mattanza, dove ogni partecipante al banchetto cerca di spennare il pollo nel modo migliore; dal venditore, al vigile, al parcheggiatore abusivo, per finire con il tipo che ti avvicina chiedendoti un contributo ponendoti la solita domanda ‘ma tu … sei contro la droga?’

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era: 

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Poesia ‘Il lampo‘ – Da Tristezze,  terza edizione della raccolta Myricae (1894) – Autore Giovanni Pascoli – 

Ad oltre un mese dalle elezioni, la risposta del Sistema alle persone che hanno aderito col proprio voto e non solo al Movimento 5 Stelle, nonostante si sia sentita per giorni ripetere la parola ‘cambiamento’ (da quei partiti che sono stati la causa della situazione da cambiare!), è di mantenere in vita il governo Monti affidando l’iter delle riforme istituzionali ed economiche più importanti ad un gruppo di 10 individui, magnifiche icone della burocrazia, della gerontocrazia, nient’altro che rappresentanti di sé stessi e dei poteri forti che hanno condotto l’Italia alla situazione in cui versa ormai da troppo tempo.

A tutti coloro che incolpano il M5S di aver permesso tutto questo, disdegnando un accordo con il Partito Democratico, vorrei  solo far notare un semplice fatto: il M5S ha solo mantenuto quello che ha promesso dalla sua nascita e che riporta addirittura scritto nel ‘Non statuto’ e cioè non fare accordi con nessun partito!

Se cercate la colpa del mancato cambiamento non potete che guardarvi allo specchio e trovarla nella vostra mancanza di coraggio: per l’ennesima volta avete ‘voluto’ credere a chi vi ha promesso un cambiamento per 20 anni senza mai farlo, avete sperato che coloro i quali hanno portato disonestà, corruzione e insensatezza  al governo, venissero rinsaviti dalla presa di coscienza della drammatica situazione in cui ci troviamo che li avrebbe fatti cambiare di rotta. Avete ‘voluto’ continuare a credere che i partiti rappresentassero ancora i vostri ideali.

Spero che la decisione del Sistema, incarnato in un presidente della repubblica ottantasettenne, di continuare a perpretrare lo stato delle cose, calpestando il futuro delle fasce più giovani della società, sia per molti come un lampo nella notte, un bagliore intenso che d’improvviso svela le cose per quello che sono che faccia capire come il cambiamento vero inizia da noi stessi, dal modo di informarsi, dai nostri comportamenti , dal nostro stile di vita.