La mattanza del giovedi

Vorrei porre l’attenzione su quello che nel comune di Cascina, dove risiedo, è il rito fisso di ogni giovedi mattina. Come il musulmano alla Mecca o il pellegrino a Lourdes, il cascinese d.o.c., ogni giovedi, si reca dalla periferia al capoluogo per fare la spesa al mercato.

Corso Matteotti, che nel resto della settimana, assomiglia più ad una desolata strada da film Western dove si sfidavano a duello i fuorilegge, che al corso principale di una cittadina dei nostri giorni, si anima di colpo e inizia fin dalle prime ore dell’alba a riempirsi di banchi e banchetti che saranno la meta di signore di mezza età alla ricerca di frutta e verdura fresche o di spavaldi giovincelli che ‘marinano’ la scuola e vanno a provare le ultime tendenze in fatto di moda.

Il centro prende improvvisamente vita riempendosi di centinaia, forse di migliaia di persone, le quali arrivano per la maggior parte con mezzi a motore che devono lasciare in sosta prima di poter fare i loro acquisti. La logistica del centro di Cascina non è del tutto adatta a questa improvvisa impennata di presenze, mancando il territorio di mezzi pubblici, viabilità o spazi a parcheggio sufficienti ad accogliere tutte queste persone. Ecco che si può assistere a scene degne dell’assalto ai forni del Manzoni: schiere di auto che girano per ore in cerca di un posteggio, immancabilmente aiutate da parcheggiatori abusivi che cercano di barattare la vendita di qualche cianfrusaglia con una buona indicazione di dove trovare l’agognato parcheggio. Figli che accompagnano la madre al mercato e restano in auto in seconda o terza fila pronti a spostarsi qualora intralciassero troppo il traffico o nel caso faccia la comparsa la divisa di un Vigile Urbano con il taccuino in mano. Auto lasciate in sosta in ogni dove, genitori con i figli al guinzaglio che si mischiano alla folla per portare i loro bambini a scuola.

Tutto questo caos è condito dall’azione dei vigili urbani i quali, più che provare a regolare questo grande afflusso di auto e persone, sembra che stiano aspettando soltanto la ghiotta occasione per fare cassa gettandosi sulle auto in sosta vietata come avvoltoi sulle carcasse.

Personalmente non capisco cosa spinga le persone a continuare a partecipare a quella che dovrebbe essere una sorta di festa gioiosa e sembra essersi trasformata in una vera e propria mattanza, dove ogni partecipante al banchetto cerca di spennare il pollo nel modo migliore; dal venditore, al vigile, al parcheggiatore abusivo, per finire con il tipo che ti avvicina chiedendoti un contributo ponendoti la solita domanda ‘ma tu … sei contro la droga?’

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Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era: 

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Poesia ‘Il lampo‘ – Da Tristezze,  terza edizione della raccolta Myricae (1894) – Autore Giovanni Pascoli – 

Ad oltre un mese dalle elezioni, la risposta del Sistema alle persone che hanno aderito col proprio voto e non solo al Movimento 5 Stelle, nonostante si sia sentita per giorni ripetere la parola ‘cambiamento’ (da quei partiti che sono stati la causa della situazione da cambiare!), è di mantenere in vita il governo Monti affidando l’iter delle riforme istituzionali ed economiche più importanti ad un gruppo di 10 individui, magnifiche icone della burocrazia, della gerontocrazia, nient’altro che rappresentanti di sé stessi e dei poteri forti che hanno condotto l’Italia alla situazione in cui versa ormai da troppo tempo.

A tutti coloro che incolpano il M5S di aver permesso tutto questo, disdegnando un accordo con il Partito Democratico, vorrei  solo far notare un semplice fatto: il M5S ha solo mantenuto quello che ha promesso dalla sua nascita e che riporta addirittura scritto nel ‘Non statuto’ e cioè non fare accordi con nessun partito!

Se cercate la colpa del mancato cambiamento non potete che guardarvi allo specchio e trovarla nella vostra mancanza di coraggio: per l’ennesima volta avete ‘voluto’ credere a chi vi ha promesso un cambiamento per 20 anni senza mai farlo, avete sperato che coloro i quali hanno portato disonestà, corruzione e insensatezza  al governo, venissero rinsaviti dalla presa di coscienza della drammatica situazione in cui ci troviamo che li avrebbe fatti cambiare di rotta. Avete ‘voluto’ continuare a credere che i partiti rappresentassero ancora i vostri ideali.

Spero che la decisione del Sistema, incarnato in un presidente della repubblica ottantasettenne, di continuare a perpretrare lo stato delle cose, calpestando il futuro delle fasce più giovani della società, sia per molti come un lampo nella notte, un bagliore intenso che d’improvviso svela le cose per quello che sono che faccia capire come il cambiamento vero inizia da noi stessi, dal modo di informarsi, dai nostri comportamenti , dal nostro stile di vita.

ARRIVEDERCI

24 Febbraio 2013. Domenica.  Ore 17.00. Giornata elettorale. Chiesa colma e sala parrocchiale di Latignano piena di gente. Ci siamo dati appuntamento per salutare il nostro parroco che è stato trasferito nella Parrocchia di Buti. 25 anni insieme interrotti da una decisione miope ma a quanto pare irreversibile. Ognuno dei presenti ha un motivo diverso che lo lega a Don Giovanni, ma oggi ci accomuna il fatto che ognuno di quei legami viene messo a dura prova. 11 km: questa è la distanza che ci separa adesso da Don Giovanni eppure le lacrime che sono scorse sono state quelle di un allontanamento che sembra molto più grande.

Per conto mio posso solo dire che, per dieci anni, grazie al Parroco, ho potuto condividere con altre persone l’esperienza del fidanzamento prima e del matrimonio poi, tanto da essere riusciti a creare un gruppo di amici che si rispettano e si ascoltano reciprocamente.

A Don Giovanni invece dico che anche se ti sei sempre lamentato dei ‘Latignanesi’ e nonostante il fatto che  noi non ti abbiamo mai risparmiato critiche, alla fine mi sa che sei diventato, tuo malgrado, uno di noi. Possiamo solo augurarti il meglio per la tua nuova esperienza nella Parrocchia di Buti e farti visita ogni volta che potremo, ma rimane il fatto che, per noi, sarai sempre il parroco di Latignano.