Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era: 

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Poesia ‘Il lampo‘ – Da Tristezze,  terza edizione della raccolta Myricae (1894) – Autore Giovanni Pascoli – 

Ad oltre un mese dalle elezioni, la risposta del Sistema alle persone che hanno aderito col proprio voto e non solo al Movimento 5 Stelle, nonostante si sia sentita per giorni ripetere la parola ‘cambiamento’ (da quei partiti che sono stati la causa della situazione da cambiare!), è di mantenere in vita il governo Monti affidando l’iter delle riforme istituzionali ed economiche più importanti ad un gruppo di 10 individui, magnifiche icone della burocrazia, della gerontocrazia, nient’altro che rappresentanti di sé stessi e dei poteri forti che hanno condotto l’Italia alla situazione in cui versa ormai da troppo tempo.

A tutti coloro che incolpano il M5S di aver permesso tutto questo, disdegnando un accordo con il Partito Democratico, vorrei  solo far notare un semplice fatto: il M5S ha solo mantenuto quello che ha promesso dalla sua nascita e che riporta addirittura scritto nel ‘Non statuto’ e cioè non fare accordi con nessun partito!

Se cercate la colpa del mancato cambiamento non potete che guardarvi allo specchio e trovarla nella vostra mancanza di coraggio: per l’ennesima volta avete ‘voluto’ credere a chi vi ha promesso un cambiamento per 20 anni senza mai farlo, avete sperato che coloro i quali hanno portato disonestà, corruzione e insensatezza  al governo, venissero rinsaviti dalla presa di coscienza della drammatica situazione in cui ci troviamo che li avrebbe fatti cambiare di rotta. Avete ‘voluto’ continuare a credere che i partiti rappresentassero ancora i vostri ideali.

Spero che la decisione del Sistema, incarnato in un presidente della repubblica ottantasettenne, di continuare a perpretrare lo stato delle cose, calpestando il futuro delle fasce più giovani della società, sia per molti come un lampo nella notte, un bagliore intenso che d’improvviso svela le cose per quello che sono che faccia capire come il cambiamento vero inizia da noi stessi, dal modo di informarsi, dai nostri comportamenti , dal nostro stile di vita.

Tanti Auguri … DOMUS ENGINEERING!

Il 21 marzo 2013 è stato l’ottavo anniversario di fondazione di Domus Engineering, lo studio tecnico di ingegneria ed architettura con sede a Cascina (PI) del quale sono socio. L’idea di cominciare questa avventura nacque nell’ottobre 2004, quando un ingegnere civile ed un ingegnere edile, con una diversa esperienza lavorativa alle spalle, durante una cena al ristorante, decisero di unire le loro competenze, le loro idee, le loro aspettavive in un progetto lavorativo comune.

Totalmente ignari delle difficoltà che avremmo dovuto affrontare, iniziammo questa esperienza con entusiasmo e fiducia. Anche otto anni fa, per chi non avesse avuto alle spalle uno studio già avviato, era considerato quanto meno ardito se non addirittura azzardato imbarcarsi in un’avventura del genere, ma se qualcuno avesse saputo che saremmo andati incontro alla peggior crisi economica della storia recente, (crisi che oltretutto ha colpito in modo particolare il settore dell’edilizia di cui ci occupiamo) credo che ci avrebbe considerato dei veri e propri pazzi!

Nonostante tutte le difficoltà che sono piovute nel tempo sulla nostra strada, con impegno e determinazione costanti (e credo anche con una buona dosa di professionalità e competenza), siamo riusciti fino ad ora a svolgere la professione per la quale ci siamo preparati con molti sacrifici negli anni degli studi universitari. Durante questi otto anni ci siamo sempre aggiornati  seguendo l’evoluzione (spesso incoerente e illogica) delle normative del settore dell’edilizia e non solo, abbiamo cercato di restare al passo coi tempi acquistando via via software avanzati sia nella progettazione architettonica che strutturale, cercando al contempo di ampliare i settori di competenza avvalendoci anche di una nuova figura professionale laureata in agronomia che ha portato nuove competenze e voglia di fare.

Svolgere in proprio la professione per la quale si è studiato, e soprattutto aiutare i nostri clienti a risolvere i loro problemi, ci ha dato in questi anni una soddisfazione enorme che ci aiuta a superare quelle che sono le difficoltà quotidiane, legate soprattutto all’enorme burocrazia unita e rafforzata dalla legislazione che sembra essere impazzita e sforna continuamente nuovi regolamenti, leggi, decreti, interpretazioni che tendono soltanto a complicare la vita delle persone e con essa il nostro lavoro.

Voglio quindi ringraziare tutti coloro che, credendo nelle nostre qualità professionali e umane, si sono avvalsi in questi anni dei nostri servizi professionali e naturalmente un ringraziamento va ai nostri familiari ed in modo particolare alle nostre mogli che ci hanno sempre sostenuto e con le quali abbiamo festeggiato l’ottavo compleanno di Domus Engineering tornando a cena nello stesso ristorante dove era nata l’idea della sua fondazione.

Per chi volesse avere un’idea dei lavori che facciamo ed abbiamo fatto, può consultare il nostro sito internet http://www.domuseng.com/ che sarà aggiornato a breve con le esperienze dell’ultimo anno.

Nuoce gravemente alla salute … Spegnetela!

In questi giorni ho avuto modo di parlare della situazione politica italiana con persone che ritenevo di intelligenza e preparazione quantomeno nella media per non dire di buon livello. È quindi stato per me un vero e proprio shock capire, dalle loro parole, quanto sia profondo il condizionamento che opera la tv su menti che, pur dotate di buona intelligenza, si sottopongono per anni al quotidiano lavaggio del cervello.

È talmente tanta la paura di un qualsiasi cambiamento, un vero e proprio terrore dell’ignoto, che i videodipendenti, pur di mantenere l’impressione che il mondo sia stabile e tranquilllo e che vada tutto bene, rinunciano totalmente allo spirito critico, alla curiosità di informarsi personalmente delle cose e assorbono le notizie dalla televisione facendole proprie e ripetendole a sfinimento fino a sentirle veritiere e rassicuranti. Ho tragicamente scoperto che in molti pensano ancora che se una cosa è stata detta in TV, allora deve essere sicuramente giusta.

Tempo fa mi è capitato di leggere il libro per smettere di fumare di Allen Carr, in cui l’autore sostiene che la dipendenza dalla sigaretta non è tanto fisica ma psicologica; l’assuefazione alle sigarette non deriva dal bisogno fisico di nicotina (o comunque questo effetto è molto limitato), ma dipende per la maggior parte dal condizionamento mediatico che ha presentato per anni le sigarette come simbolo di emancipazione, di forza e come uno dei piaceri maggiori della vita.

Penso che lo stesso ragionamento calzi a pennello per la televisione; le persone continuano a guardarla semplicemente perché per anni è stata presentata come il principale mezzo di divulgazione culturale, di informazione ed intrattenimento.

Le analogie fra fumatore e videpodipendente sono anche altre: così come il fumatore incallito pensa di non sapere letteralmente come ‘passare il tempo’ se smette di fumare, il videodipendente trema al pensiero di come poter sostituire il vuoto che lui teme si venga a creare in lui stesso se si azzarda, non dico a spegnere il televisore ma anche solo a guardarlo di meno.

Allo stesso modo, come quando si riesce a smettere col fumo ci si rende conto che fumare è solo una dipendenza che fa rinunciare ai veri piaceri della vita, così chi riesce a fare a meno della tv, si accorge che il tubo catodico gli stava facendo semplicemente dimenticare di vivere pienamente, illudendolo che il mondo vero fosse quello delle sit-com, dei reality, dei talk-show.

Vorrei quindi fare un appello a chi sente di non poter fare a meno della televisione. Per una volta, provate a spegnerla e poi restate ad osservare cosa succede. Se proprio sentirete che per voi è impossibile farne a meno potrete sempre riaccenderla…

P.S. = se volete qualche spunto su come ‘colmare il vuoto’ della tv, provo a dare alcuni suggerimenti: praticare sport – dedicarsi a giochi di società con amici – leggere libri – ascoltare musica – informarsi navigando in internet – partecipare a circoli culturali –  andare a cinema o teatro – passeggiare soli o in compagnia – cenare fra amici o familiari – giocare in famiglia

Ciao Andrea

Ieri, 7 marzo, le persone che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto e gli vogliono ancora bene si sono ritrovate per ricordare Andrea Banchellini. I suoi familiari hanno organizzato un quadrangolare di calcetto al campino di Pardossi e una cena  nei locali della Parrocchia di Latignano. Non avendo potuto esserci vorrei lo stesso salutarlo pubblicando la lettera che gli è stata dedicata nella serata di ieri.

Caro Andrea,

sono trascorsi due anni da quando ci hai lasciato e in questa triste ricorrenza vorremmo scriverti una lettera sperando che quando tu l’ascolterai ti susciterà almeno un piccolo sorriso. Vogliamo dirti che in queso giorno abbiamo pensato di ricordarti in modo semplice, lontano da pompose cerimonie o elogi stucchevoli.

Ci è sembrato che, per onorare la tua memoria, fosse naturale ritrovarsi tutti insieme, amici, parenti e colleghi di lavoro e ricordarti in modo festoso giocando e mangiando in compagnia fra tutte quelle persone che consideravi la tua grande famiglia. Nel torneo di stasera non sono importanti i gesti tecnici o le prestazioni atletiche così come a questa cena non avrà significato il menù che degusteremo (anche se sarà sicuramente buonissimo); quello che è importante stasera è sentirci accomunati dal legame d’affetto e d’amicizia che ognuno di noi ha per te.

Scriverti questa lettera è molto difficile perché rinnova il dolore della perdita tua e anche quella di tua madre Rosanna, ma troviamo la forza negli sguardi dei tuoi fratelli, dei tuoi familiari, sguardi tristi che trovano però un sollievo nel sapere che non ti abbiamo dimenticato. Stasera ti sentiamo  ancora qui con noi a ricordarci che le cose per cui vale davvero vivere sono quelle più semplici, l’affetto dei cari, una partita con gli amici, una cena in compagnia. Sperando di essere riusciti con la festa di stasera ad onorare al meglio la bontà d’animo e  la semplicità che ognuno di noi ti ha sempre riconosciuto, vogliamo ricambiare la buonanotte che auguravi al mondo facendoti un grande applauso…

ARRIVEDERCI

24 Febbraio 2013. Domenica.  Ore 17.00. Giornata elettorale. Chiesa colma e sala parrocchiale di Latignano piena di gente. Ci siamo dati appuntamento per salutare il nostro parroco che è stato trasferito nella Parrocchia di Buti. 25 anni insieme interrotti da una decisione miope ma a quanto pare irreversibile. Ognuno dei presenti ha un motivo diverso che lo lega a Don Giovanni, ma oggi ci accomuna il fatto che ognuno di quei legami viene messo a dura prova. 11 km: questa è la distanza che ci separa adesso da Don Giovanni eppure le lacrime che sono scorse sono state quelle di un allontanamento che sembra molto più grande.

Per conto mio posso solo dire che, per dieci anni, grazie al Parroco, ho potuto condividere con altre persone l’esperienza del fidanzamento prima e del matrimonio poi, tanto da essere riusciti a creare un gruppo di amici che si rispettano e si ascoltano reciprocamente.

A Don Giovanni invece dico che anche se ti sei sempre lamentato dei ‘Latignanesi’ e nonostante il fatto che  noi non ti abbiamo mai risparmiato critiche, alla fine mi sa che sei diventato, tuo malgrado, uno di noi. Possiamo solo augurarti il meglio per la tua nuova esperienza nella Parrocchia di Buti e farti visita ogni volta che potremo, ma rimane il fatto che, per noi, sarai sempre il parroco di Latignano.

Uniti

Credo sia indubbio (lo hanno capito perfino le televisioni!) quale sia il soggetto politico uscito vincitore dalle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Lascio le analisi del voto e i commenti eruditi agli esperti che fino a pochi giorni fa negavano perfino l’esistenza del Movimento 5 Stelle, mentre vorrei soffermarmi su quello che credo sia stato il tratto più significativo del Movimento: l’effetto unificatore che ha avuto sulle persone che vi si sono avvicinate.

Sentirci una comunità non era stato scritto in nessun punto del programma del M5S: il programma è composto semplicemente da una serie di proposte condivise su temi della vita civile. Col tempo le persone che hanno discusso le proposte del Movimento e che hanno creduto al cambiamento della società, hanno sentito come fosse impossibile attuarle senza prima cambiare qualcosa del modo d’essere personale, tornando a fidarsi gli uni degli altri.

Durante la campagna elettorale abbiamo superato beceri campanilismi, distanza fra generazioni, divisioni fra abitanti del sud e del nord fino a sentirci una comunità, un popolo che si è riunito nella serata  del 22 Febbraio in Piazza San Giovanni in Laterano a Roma emozionandosi per le parole guerriere lette da Beppe Grillo ‘…E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica…’

Quando un rappresentante di lista di un partito tradizionale, mi ha chiesto.. ‘ma se avete preso voti da destra e da sinistra… come farete a trovarvi d’accordo?’… sono riuscito soltanto a sorridere …. certa gente, forse, non capirà mai.

Il giorno migliore

Nel film ‘Molto forte, incredibilmente vicino’, che consiglio vivamente di guardare, il giovane protagonista Oskar Shell definisce l’11 settembre 2001 come ‘il giorno peggiore’.

È innegabile che, chiunque siano stati i mandanti di quell’immane tragedia, l’eredità che ci ha lasciato quella data sia stato un impatto emotivo opprimente per un’intera generazione che ha vissuto l’evento praticamente in diretta. Da quel momento le nostre azioni sono state guidate dalla paura della diversità, dalla diffidenza verso il prossimo e spesso dall’egoismo più bieco.

Credo e spero che sia finalmente giunto il momento di superare, come il piccolo Oskar, il senso di oppressione da cui ci siamo fatti guidare da quel momento e cominciare a dare fiducia alle persone, a smettere di avere paura, a formare una comunità dove la solidarietà sia l’elemento che ci guida.

Vorrei che la manifestazione romana del Movimento 5 Stelle di domani, venerdi 22 Febbraio 2013 segni un cambiamento prima di tutto nelle persone e nel modo di rapportarsi al proprio vicino in modo che, in futuro, il giorno venerdi 22 Febbraio 2013 sia semplicemente ricordato come … ‘il giorno migliore’.